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Rifiuti: nuova Terzigno alle porte di Roma?

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Molti cittadini di Roma hanno ormai ben presente la spiacevole immagine dei sacchi dell’immondizia abbandonati per la strada o magari sotto casa, accanto a cassonetti stracolmi che costringono a convivere con la puzza dei rifiuti in attesa che i camion dell’Ama passino a raccoglierli. Tutto questo, come è facile intuire, non dovrebbe accadere. Le cose sembrerebbero essere peggiorate da quando i romani hanno dovuto iniziare a gettare la spazzatura in una maniera differente.
Già da alcuni mesi, infatti, gli operatori dell´Ama hanno distribuito in diversi Municipi della Capitale il kit per la raccolta differenziata porta a porta, che consiste in una biopattumiera, 90 sacchetti di carta per gli scarti alimentari e organici, 50 sacchi bianchi per la carta, il cartone e il cartoncino e altrettanti sacchi di colore blu per il vetro, la plastica ed il metallo.

Di conseguenza sono stati istituiti 150 punti mobili dove consegnare i rifiuti in base ad un preciso calendario creato, con tanto di orari, proprio per lo smaltimento dell’immondizia.
Il nuovo prelievo dei rifiuti organici ed alimentari prevede infatti che siano i cittadini stessi a dover portare la raccolta differenziata nelle postazioni dell’Ama, tenendo a mente la mappa dei luoghi con l’orario di raccolta previsto a seconda della via in questione. Gli addetti dell’Ama dovrebbero anche controllare che i rifiuti nei sacchetti siano stati ben differenziati, con multe salate previste in caso contrario e per chi non rispetta i suddetti orari e luoghi di raccolta (ammesso che lo facciano tutte le volte: è giusto sottrarre questo tempo ai cittadini alle prese con innumerevoli impegni quotidiani?).
In sostanza i furgoni di raccolta mobile hanno sostituito i cassonetti di colore verde ma, per varie ragioni, molte persone continuano a non seguire le nuove regole, lasciando i sacchi dell’immondizia a terra dove prima erano ubicati i cassonetti rimossi. Proprio questo sembrerebbe il motivo principale in grado di spiegare, in parte, quell’accumulo di interi mucchi di immondizia che capita frequentemente di notare lungo le strade della città. Nel IV Municipio, ad esempio, i residenti, esasperati e stufi di rincorrere i furgoni di raccolta mobile che hanno sostituito i tradizionali contenitori dei rifiuti indifferenziati, hanno già raccolto 1200 firme per chiedere al Comune di riportarli nel quartiere. Ciò che viene lamentato, oltre alla sparizione e sostituzione improvvisa dei tradizionali cassonetti, sono gli orari assurdi cui deve sottostare la raccolta: dalle 5.30 alle 7 per il primo gruppo di strade, dalle 7 alle 9 per il secondo, dalle 9 alle 10.30 per il terzo.
Se pensiamo a quanti anziani e pensionati non riescono ad uscire così presto, oppure a tutte le persone che hanno orari di lavoro non compatibili con quelli programmati dall´Ama, si intuisce perché numerosi residenti continuino a comportarsi secondo le vecchie modalità. Non a caso il disagio connesso alla nuova raccolta dei rifiuti, così come il passaggio troppo sporadico dei mezzi Ama (che le nostre precedenti inchieste avevano documentato a partire dalle periferie), per effetto delle allarmanti cronache recenti pare stia alimentando la paura per un “rischio Terzigno” alle porte di Roma: a riportarlo frequentemente sono le stesse cronache dei quotidiani locali della città.
Il collasso di Malagrotta, l’unica discarica capitolina, come noto non è più in grado di smaltire i rifiuti essendo già da svariati anni satura oltre l’inverosimile e, come sostengono gli esperti del settore, andrebbe chiusa al più presto individuando una soluzione efficiente in tempi brevi. Ad oggi, però, un sito alternativo non è stato ancora neppure individuato e, anche se non siamo di fronte a quello che è successo a Napoli la situazione rifiuti nella Capitale è diventata innegabilmente seria.

(Questo mio articolo è stato pubblicato originariamente su laveracronaca.com)

Written by Cronache Bastarde

1 gennaio 2012 a 15:19

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