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Le ville tradite di Roma

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Villa Borghese è un grande parco storico di Roma situato nel cuore della città, tra le Mura Aureliane e il quartiere Pinciano. La tenuta apparteneva all’antica famiglia Borghese e per la sua magnificenza rappresentava il simbolo dello status sociale della famiglia. Alla sua prestigiosa realizzazione contribuirono infatti numerosi artisti, paesaggisti, giardinieri e architetti,tra cui il Bernini,che con i loro interventi resero il parco celebre per la sua rara bellezza. Nell’Ottocento i principi Borghese decisero di aprire la villa al pubblico e, da oltre 200 anni, essa appartiene ai romani.
Il privilegio di poter godere di tale fortuna, però, viene ferito dall’abbandono che caratterizza oggi la Villa.
La manutenzione del parco, infatti, sembra praticamente assente o comunque talmente minima da non essere incisiva: rifiuti ovunque, accumulati ai bordi delle fontane monumetali, nel laghetto divenuto uno stagno a causa di un’acqua melmosa e sporca e campeggiano perfino all’interno dei tronchi e delle fessure degli alberi. Molti sono platani secolari, sfregiati e utilizzati anche come latrine. L’erba in estate è una distesa monocolore, secca, arida e gialla. L’impianto di irrigazione, evidentemente, non funziona come dovrebbe.

Ma Villa Borghese non è la sola a dover fare i conti con la trascuratezza: Villa Ada, Villa Pamphilj, Villa Celimontana o Villa Chigi, un tempo dimore di antiche famiglie nobili, invece di testimoniare il passato glorioso della città, si avviano a diventare la rappresentazione di un disonorevole presente.

L l’Assessorato capitolino all’Ambiente aveva ottenuto lo scorso Marzo 4 milioni di finanziamenti da Arcus, la società governativa per la promozione culturale, che sarebbero stati messi a disposizione per la riqualificazione del verde pubblico della Capitale. Compresi parchi, giardini e ville storiche. Il programma d’interventi era stato presentato in Campidoglio dall’assessore Fabio De Lillo e dal sovrintendente ai Beni Culturali del Comune, Umberto Broccoli.
Il primo progetto da attuare doveva essere quello di Villa Carpegna, dove i lavori di riqualificazione sarebbero dovuti partire prima dell’estate con uno stanziamento di 800.000 euro. Tuttavia, la villa è nello stesso degrado di sempre. I rifiuti e la sporcizia sono ovunque e le fontane sembrano piccole discariche. I muri sono poi ricoperti di scritte e visibilmente deteriorati. E l’erba sembrerebbe crescere ancora in assenza di manutenzione.

Il verde storico copre il 67% del territorio comunale romano, come affermato dallo stesso De Lillo. Restano significative le parole di Franco Miraglia, memoria storica e membro dell’associazione Amici di Villa Borghese:
“questa è incuria e cialtronaggine. A Roma l’amministratore non può essere semplicemente <un amministratore>,un passacarte: ci vuole un amministratore colto, ci vuole gente che legge, gente che sa quello che fa. Roma è una città meravigliosa, è una città d’arte, non è una cittadina qualsiasi d’Italia: è Roma”.

(Questa inchiesta è stata pubblicata originariamente sul quotidiano  laveracronaca.com. La villa in seguito è stata riqualificata).

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Written by Cronache Bastarde

1 gennaio 2012 a 15:28

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