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Mamma Roma Addio!

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Written by Cronache Bastarde

22 giugno 2015 at 22:07

Pubblicato su Le storie di Roma

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Made in Italy 2.0, esportare all’estero tramite il web.

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made in italyIl Made in Italy in tutto il mondo è sinonimo di qualità e tradizione. Da sempre i prodotti che vantano tale marchio vengono apprezzati moltissimo all’estero. E’per questo che l’esportazione delle eccellenze italiane, in questi anni, si è rivelata un importante traino della nostra economia, in grado perfino di risollevare le sorti di numerose piccole e medie imprese piegate dalla crisi. Lo dimostrano i dati forniti da Confartigianato, secondo cui nel 2014 le PMI italiane hanno esportato il Made in Italy per una cifra che supera i 75 miliardi di euro. Una crescita che riguarda soprattutto il settore dei derivati dal legno, dei prodotti in pelle, dell’abbigliamento e del settore agroalimentare.
Significa che nel nostro Paese, malgrado le difficoltà, c’è davvero tanto di buono, e che l’originalità e la maestria dei prodotti italiani riscuote sincera ammirazione al di là dei confini nazionali.
Ma l’entusiasmo non si ferma qui.

Ad aver capito in pieno l’importanza di questo risveglio nell’export del Made in Italy ,è un gruppo di giovani creativi italiani (esperti di web marketing ed import-export) che ha dato vita a un progetto davvero innovativo, finalizzato a risolvere tutte le difficoltà che incontrano le aziende desiderose di esportare all’estero. Un team composto da tecnici informatici, copywriters, programmatori web, grafici e social media specialist provenienti da tutta Italia ha creato MarcoPolo B2B: un portale che, sfruttando tecnologie all’avanguardia, aiuta le aziende italiane a ottenere visibilità nei mercati. La procedura è semplice: l’azienda effettua la registrazione gratuita al portale, inserendo in una “vetrina” personale i propri prodotti made in Italy , che vengono indicizzati e posizionati su Google con sofisticate tecniche SEO. In questo modo possono essere intercettati centinaia di potenziali acquirenti esteri.
Le aziende italiane online, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa, ancora non sanno sfruttare al meglio una risorsa fondamentale come il web. Da qui il progetto.

“Da noi –spiega il team- la maggior parte delle aziende sembra volersi arenare su pratiche passate e poco produttive. Sfruttando le risorse online le imprese potrebbero ottenere di più: maggior numero di clienti, incremento del fatturato, aumento della produzione”. Il punto è che sfruttare queste nuove tecnologie richiede una competenza che non può essere improvvisata e che oggi risponde all’uso sapiente di strumenti quali: Adsense, AdWords, Facebook Ads, LinkedIn e Twitter, oltre all’individuazione strategica di keyword (parole chiave) alla base di una SEO (posizionamento su google e sui motori di ricerca) imprescindibile nel garantire sul web la maggiore visibilità possibile.
“Ciascuna azienda –chiarisce ancora il team- attraverso il portale potrà aumentare la propria presenza nel web e accorciare la filiera dell’export, aumentando guadagni e numero di clienti. Nel momento in cui ciascuna azienda si registra al portale è già visibile e raggiungibile: i prodotti sono online e indicizzati istantaneamente”.

Per qualunque richiesta e chiarimento, potete scrivere a info@marcopolob2b.it

Written by Cronache Bastarde

27 marzo 2015 at 16:20

Inquinamento Maccarese: non solo cherosene!

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impianto compostaggio MaccareseUniti in difesa del territorio e della salute. L’annosa battaglia dei cittadini di Maccarese, combattuta a colpi di manifestazioni e ricorsi al Tar, ha portato finalmente a una prima, decisiva vittoria. Il disastro ambientale provocato dal cherosene di ENI è servito a far capire a tutti come l’intera zona sia ormai satura di veleni e preda delle peggiori speculazioni. A sottolineare il cambiamento di rotta da parte delle istituzioni è il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino, soddisfatto per l’impegno assunto nei giorni scorsi dal Consiglio Comunale che ha approvato all’unanimità un odg contenete molti punti importanti (uno su tutti, il monitoraggio strumentale sullo stato della qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo e del sottosuolo).

Il Comitato da quattro anni pone la questione dell’inquinamento a Fiumicino, del fallimento della differenziata e del conseguente problema rifiuti, con tanto di indagini e documentazioni circa i pesanti disagi connessi in particolare alle operazioni di trasferenza dei rifiuti romani presso l’impianto AMA di via Tre Denari a Maccarese. L’impianto di compostaggio, attivo dal 2001 per lo smaltimento degli scarti umidi dei mercati di Roma, ospitava all’inizio un quantitativo medio di materiale organico e funzionava bene. “Con il tempo -spiega il presidente del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino- ha cominciato a ospitare un quantitativo sempre maggiore di rifiuti fino a quando, nel 2010, la Provincia di Roma ha autorizzato l’ingresso di più tipologie di scarti, sempre connessi all’organico, ma non più in grado di garantire la qualità del compost finale”.

via Tre Denari, tirIl risultato è che “l’impianto di compostaggio di Maccarese -chiarisce il presidente- ora fa da deposito dei rifiuti romani, con l’ingresso di 360 tonnellate al giorno di materiale”. Ad entrare nell’impianto non sono più solo gli scarti mercatali, ma tutti i rifiuti organici e indifferenziati di Roma. E in molti casi i rifiuti, che teoricamente dovrebbero sostare a Maccarese al massimo per 48 ore, arrivano già fermentati. “Si tratta -spiega ancora il presidente- di 50, 60 tir al giorno in entrata e uscita, che provocano inquinamento e puzza anche per le perdite di percolato dai camion”.

via Geminiano MontanariTutto ciò, oltre al danno ambientale, ha portato all’esasperazione dei residenti, che oltre a battersi contro il secondo impianto biogas della Maccarese spa su viale Maria e l’inceneritore a Pizzo del Prete, chiedono al Comune una raccolta porta a porta come si deve su tutto il territorio.
Eh sì, perché se in alcune località il servizio va bene, in altre è completamente allo sbando.

I motivi del fallimento sono tanti. via del pesce luna
L’inciviltà scontata delle persone; i raccoglitori abusivi ingombranti che gettano i rifiuti dove capita; un’evasione che non si capisce in che modo il Comune intenda recuperare. E poi c’è la questione delle isole ecologiche che, se da una parte non accettano tutti i materiali, dall’altra offrono servizi gratuiti di ritiro a domicilio che non vengono pubblicizzati a dovere e che i cittadini, quindi, non conoscono e non possono sfruttare.

“Noi siamo qui -dicono dal comitato- e siamo convinti che non saremo soli, non faremo un passo indietro né faremo finta di non vedere, la legge ci mette a disposizione diversi strumenti per difenderci e, se necessario, li useremo tutti”.

Periferie di Roma, Primavalle: lotte e sogni perduti

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primavalle, case“Questo una volta era un quartiere duro” dice il ferramenta dietro via Pasquale II “una borgata rossa che ha vissuto da dentro i grandi movimenti degli anni ‘60 e ’70”. Tempi in cui crescere a Primavalle significava trovarsi nel cuore del tumulto politico, lì dove la storia brucia più velocemente.“Oggi è una periferia dove la gente ha perso fiducia nella politica e nel futuro –prosegue il negoziante- e dove la crisi ha sciupato il senso di comunità e appartenenza”.
Un fatto insolito da queste parti, considerando che lo sviluppo di Primavalle è frutto del lavoro autogestito degli abitanti: Via di Forte Braschi, collegamento cruciale con via della Pineta Sacchetti, è nata pezzo dopo pezzo negli anni ’70 strappando terreno alla campagna incolta. E’ quel passato di lotta armata e spacciatori gambizzati che ha condannato a lungo il quartiere, ancora alle prese con una brutta reputazione pure se le cose sono cambiate.
“La malavita, i regolamenti di conti e lo spaccio feroce di droga non ci sono più –racconta il fruttivendolo di piazza Alfonso Capecelatro– oggi i problemi riguardano la vita di tutti i giorni e sono gli stessi di molte zone di Roma”. I conti a fine mese e i soldi che non bastano mai. “Eppure quando nomini Primavalle –dice il commerciante- la diffidenza viene subito a galla”.
Sarà che qui la storia è impressa nelle strade: il Parco dedicato ad Annarella Bracci, la piccola trovata morta in fondo a un pozzo in Via La Nebbia, vicino Torrevecchia, nel febbraio del 1950 e il cui delitto è ancora avvolto dal mistero; il murales a piazza San Zaccaria Papa in ricordo di Mario Delle Cave, il 18enne travolto da un veicolo dei Carabinieri nel settembre 2011 mentre con lo scooter era fermo a un semaforo; Piazza Clemente XI ribattezzata dai residenti Piazza Mario Salvi, il “compagno” ucciso da un agente nell’aprile del ‘76. E ancora la targa per i fratelli Mattei, figli del segretario Msi del quartiere, morti bruciati nel tristemente noto rogo del 1973.

Storie di ieri. “Adesso c’è meno criminalità, meno spaccio, meno violenza”, raccontano due ragazzi seduti su un muretto in via Federico Borromeo. “Il quartiere è migliorato rispetto al passato –aggiungono- ma offre poco ai giovani, oltre al fatto che alcune cose proprio non vanno”. Come le case popolari, marchio di fabbrica del quartiere Primavalle, ristrutturate per metà e male; le strade piene di buche o il vecchio mercato coperto che fa fatica a sopravvivere.
“Gli interventi di manutenzione sono troppo scarsi –spiega Mauro, giovane architetto che vive a Primavalle- di recente, in piazza è stato sistemato il percorso per disabili, ma resta il problema dei parcheggi e di un degrado generale di cui dovrebbero occuparsi Municipio e Comune”.
I residenti sono stanchi di aspettare. La comunità, inoltre, non ha digerito lo sfregio al Parco Anna Bracci appena riqualificato, dove qualche teppista ha distrutto indisturbato diverse panchine e ricoperto di graffiti tutta l’area giochi dei bimbi.

Anche per i più piccoli, la biblioteca comunale intitolata a Franco Basaglia è diventata il punto di riferimento culturale della zona. “Qui organizziamo feste, eventi, letture a tema –spiega Milena, volontaria dell’associazione Auser- e nel pomeriggio persone di tutte le nazionalità affollano le numerose sale a disposizione”. I residenti sono in contatto fra loro anche primavalle biblioteca franco basagliagrazie a Facebook, dove è nato un gruppo sulla borgata per scambiare e condividere ricordi, informazioni, foto di ieri e di oggi.
Da qui si capisce che Primavalle non è solo una periferia di Roma: è un’atmosfera fatta di lotte e memoria. E di uno spirito comunitario antico che, seppur impalpabile, si avverte chiaramente nei vicoli e nelle strade di tutto il quartiere.

 
(Questo reportage è stato pubblicato anche sul quotidiano LaVeraCronaca.com)
Foto: Martina Lacerenza

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5 marzo 2014 at 12:10

Quartieri di Roma: San Lorenzo. Tra storia, nostalgia e degrado

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san lorenzo palazziSpaccio e movida: l’immagine che viene a galla appena dici San Lorenzo.
Il quartiere, simbolo di Roma negli anni della lotta antifascista e delle contestazioni studentesche, è piombato in un degrado spaventoso. L’anima proletaria del rione è un ricordo sempre più sbiadito, come i colori dei palazzi, ricoperti di crepe più o meno profonde. Non è solo tristezza quella che colpisce camminando fianco a fianco alla sfilza di saracinesche abbassate, locali sfitti e invenduti, esercizi commerciali falliti. E’malinconia. Dovuta al tempo che passando si è portato via un pezzetto di storia, con la scomparsa delle botteghe antiche, testimonianza di cultura e tradizione. Via dei Campani una volta pullulava di artigiani, c’erano due macellerie, due falegnamerie e il mitico panificio che sfornava pane, pasta fresca e dolci. Tutti chiusi, strozzati dalla crisi e dal caro affitti, e da un sistema cieco alle difficoltà dei piccoli commercianti. “Non c’è rimasto più nessuno”, racconta Ezio P. seduto fuori al suo negozio di idraulica, l’unico che stoicamente resiste nella via. “Io vivo e lavoro qui da oltre cinquant’ anni e ho visto questa strada sprofondare nell’abbandono. Prima era uno splendore, erano i commercianti stessi che nei giorni di festa chiudevano la via alle auto per favorire la passeggiata delle persone. Adesso è un’altra storia”. Anche Fiorenzo, ex giornalista e artista con un piccolo studio poco più avanti, ricorda l’anima popolare di San Lorenzo. “Qui c’era la Roma operaia dei ferrovieri e degli artigiani, di cui ora resta poco o niente. Ma non si può parlare del quartiere come se fosse una cosa sola”. Dall’altra parte, nella via parallela, c’è un altro mondo. Quello dei locali, degli aperitivi e della vita notturna. Tuttavia la crisi è arrivata pure qui.

san lorenzo negozi sfittiVia degli Aurunci, ai piedi della piazzetta, è praticamente divisa in due. A sinistra i locali, a destra di nuovo una fila di negozi sfitti. “L’ultimo falegname ha chiuso bottega poco tempo fa” – spiegano dalla Libreria Caffè, da 8 anni presente nel quartiere –aprono soprattutto bar e birrerie, gestiti da italiani, ma che appartengono sempre più spesso a stranieri”. Ai giovani non dispiace. Come racconta Ilaria, studentessa di Psicologia da 2 anni residente a Roma: “di sera mi piace questo quartiere, che in fondo non è così pericoloso come dicono i giornali. Io non ho mai paura, nemmeno di notte”. Le risse scoppiano fra i maschi, dopo un drink di troppo e per futili motivi. La gran parte delle vie dove ora si affacciano ristoranti, pizzerie e pub, durante i bombardamenti americani aveva le sembianze di trincea, con macerie e crateri sparsi un po’ dappertutto. Le stesse strade (ricoperte di buche) in cui oggi i residenti sono esasperati a causa del degrado. In via degli Ausoni, i cittadini vorrebbero più iniziative culturali per incentivare il commercio di qualità. Servirebbe un intervento del Comune: il murales san lorenzomunicipio, da solo, non può farcela. Un successo istituzionale è l’asilo Pinocchio in via dei Sabelli, figlio dell’occupazione. “Attualmente la struttura –spiega la vicedirettrice- conta circa 92 bambini, quasi tutti residenti”. L’istituto è attrezzato e molto attento alla sicurezza: un tema che percorre la zona in forme diverse. Le forze dell’ordine in piazza per beccare i pusher, la porta chiusa dall’interno nella scuola d’infanzia, il muro della memoria in via dei Sardi: opera realizzata da un gruppo di donne contro la violenza di genere e il femminicidio.

mura aurelianeIl giro a San Lorenzo termina sotto le antiche Mura Aureliane, che all’altezza di via degli Anamari fanno da sfondo a graffiti, cassonetti stracolmi e tanti rifiuti sparsi per terra.
Un quartiere che andrebbe salvaguardato, per non dimenticare la storia della città, travagliata e sofferta, e per vivere appieno quanto di meglio sa offrire questo spettacolo che è Roma.

(Questo reportage è stato pubblicato anche sul quotidiano LaVeraCronaca.com)
Foto: Martina Lacerenza

Flussi…

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Svizzera

Vignetta “Flussi”: Fogliazza, Anpi.
sito dell’autore: biografogliazza.wordpress.com

Written by Cronache Bastarde

16 febbraio 2014 at 16:59

Pubblicato su Immigrazione

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La foto dell’anno: i migranti e i cellulari alzati verso la luna

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foto dell'annoUn gruppo di uomini su una spiaggia africana, con i telefoni cellulari verso il cielo alla ricerca di un segnale per entrare in contatto con i parenti lontani. La foto dell’anno. L’immagine, intitolata Signal, è di John Stanmeyer e ha vinto il World Press Photo of the Year 2013: il più importante riconoscimento mondiale per il fotogiornalismo. E’ stata scattata lungo la costa di Gibuti: una tappa di passaggio comune per i migranti in viaggio da Somalia, Etiopia ed Eritrea intenti ad arrivare in Europa e in Medio Oriente alla ricerca di una vita migliore. Rappresenta l’inizio di un viaggio e l’ultima tappa utile per salutare le famiglie rimaste a casa.
Una foto connessa in modo sfumato a tante storie, densa di sogni, di speranza e di dolore e che trasmette, in modo sottile e sofisticato, tanti altri significati: tecnologia, migrazione, povertà, globalizzazione. Poetica per il chiaro di luna. Carica di umanità per le grandi e gravi questioni a cui essa rimanda. Non a caso, infatti, l’istantanea, scattata per conto del National Geographic, ha vinto anche il primo premio nella categoria ‘Contemporary Issues’.
In Italia le fotografie vincitrici saranno esposte dal 30 aprile al 25 maggio al Museo di Roma in Trastevere.

 

(Questo articolo è stato pubblicato anche su ildemocratico.com)

Written by Cronache Bastarde

15 febbraio 2014 at 18:07

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